Amazzonia: noi missionari e la lotta impari contro il virus
Dall’ospedale diocesano di Parintins, suor Laura Cantoni racconta il dramma della lotta contro il Covid-19 con pochissimi mezzi e tanta dedizione, nell’Amazzonia sempre più colpita dal virus
«La grande preoccupazione di questi giorni è che il virus si diffonda in modo incontrollato nelle zone interne della foresta amazzonica, fra le comunità indigene, dove non ci sarebbero davvero i mezzi per contrastarlo». Suor Laura Cantoni fa parte delle Missionarie dell’Immacolata, le suore del Pime, ed è responsabile amministrativa dell’ospedale diocesano di Parintins, nello stato brasiliano dell’Amazonas. Da fine marzo è in prima linea nella lotta alla pandemia di Covid-19 in questa città di 70mila abitanti nel cuore delle foresta amazzonica brasiliana.
In questi giorni a Parintis l’epidemia, iniziata a fine marzo, è ancora in fase crescente. «Due terzi delle partorienti della nostra maternità sono positive al virus», dice suor Laura. «E del personale sanitario un terzo si è ammalato, 80 operatori su 250 fra medici, infermieri e amministrativi». Fin dall’inizio dell’epidemia c’è stata una stretta collaborazione fra l’ospedale diocesano e quello statale. «All’inizio abbiamo provato a tenere separati i casi Covid dagli altri pazienti», racconta suor Laura. «L’ospedale pubblico ha preso in carico i primi, e noi tutte le altre patologie e la maternità. Ben presto, però, il virus è entrato anche nei nostri reparti. L’aspetto positivo è che nelle ultime settimane con i test rapidi e sierologici e con i tamponi riusciamo a individuare i positivi e isolarli dagli altri. Un altro aspetto positivo è che le neomamme e i neonati non manifestano sintomi gravi».
«In questi giorni si è ammalato il primario dell’ospedale statale, così il nostro primario ha deciso di sostituirlo», continua suor Laura. «Noi siamo rimasti senza primario, ma siamo consapevoli che la sua è una scelta coraggiosa e indispensabile per affrontare l’emergenza a Parintins. Ci siamo riorganizzando con una responsabile della maternità e un altro responsabile clinico per tutte attività del nostro ospedale».
«Alla fine della giornata, sono così in mezzo alla tempesta per cercare di risolvere tutti i problemi che si sovrappongono, le situazioni che cambiano ogni giorno, che quando torno a casa sono morta di stanchezza», confida suor Laura.

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