Skip to main content

Brasile, la croce del Papa tra le vittime della miniera

Papa Francesco ha inviato la sua croce pettorale alle vittime della tragedia di Brumadinho, nel Minas Gerais, dove per il crollo della diga della miniera di ferro della Vale sono morte 270 persone. Il segretario del dicastero per lo Sviluppo umano intergale mons. Duffé: «In questo luogo ferito c’è il cuore della Chiesa e dell’umanità»
  Un pellegrinaggio sul luogo di una tragedia che incarna tutta l’urgenza dell’invito alla conversione racchiuso nell’enciclica Laudato Sì. È il senso del gesto compiuto sabato da mons. Bruno Marie Duffé, segretario del dicastero vaticano per lo Sviluppo umano integrale, che ha portato la solidarietà di papa Francesco alle vittime di Brumadinho, l’area del Minas Gerais in Brasile devastata nel gennaio scorso dal disastro minerario della Vale, il gigante estrattivo brasiliano. Per chi non lo ricorda è il disastro della diga delle acque reflue della miniera crollata portando via nel fango la vita di 270 persone; una tragedia frutto del mancato rispetto delle più elementari norme di sicurezza e legata a filo doppio a una domanda globale di materie prime a basso costo. Sabato mons. Duffé ha visitato questa terra ferita insieme ai familiari dei morti nel disastro ambientale. Hanno dato vita a un «Sabato della compassione e della solidarietà». Non senza qualche difficoltà: stando a quanto racconta la rete Iglesias y mineria – l’organismo ecclesiale che in Brasile sensibilizza sul tema dell’ambiente e delle comunità locali devastate da un’attività estrattiva condotta senza troppi scrupoli – i vigilantes della Vale hanno infatti cercato di tenere la processione lontana dalla grande colata di fango.  

  La preghiera guidata da mons. Duffé è comunque avvenuta in una delle zone interessate dal disastro. E qui – come racconta il blog locale Fala Chico – il segretario del dicastero per lo Sviluppo umano integrale ha portato anche un segno personale della vicinanza di papa Francesco: alla comunità di Brumadinho ha consegnato la croce pettorale di Bergoglio. Passerà di mano tra le famiglie delle vittime prima di trovare la sua collocazione nel memoriale che l’arcidiocesi di Belo Horizonte realizzerà a memoria di questo disastro ambientale. «Posso solo immaginare il vostro dolore – ha detto mons. Duffé – e sono venuto a portare, a nome del Papa, un messaggio di speranza. Crediamo che nel Córrego do Feijão (l’epicentro della tragedia ndr) si trovi oggi il cuore della Chiesa e dell’umanità». L’inviato del Papa ha poi invitato la comunità di Brumadinho a diventare «una presenza profetica che annuncia un tempo nuovo, che consola e si impegna per un mondo più giusto, combattendo l’avidità». «È molto importante cominciare a preoccuparsi di proteggere la vita – ha concluso mons. Duffé – perché senza di questo non è possibile pensare alcun futuro, non è possibile sviluppare un nuovo paradigma, un nuovo modello come dice papa Francesco. Non è possibile che l’unica legge continui a essere quella del denaro».  

 

Articoli correlati

La Caritas di Caracas: «Il terremoto unisca le nostre forze»

Icona decorativa25 Giugno 2026
Icona decorativaRedazione
Si aggrava di ora in ora il bilancio del sisma che ha colpito il Venezuela. L’appello della Caritas locale: «A ch…

«Papa Francesco sta nel cuore dell’Amazzonia!»

Icona decorativa11 Aprile 2026
Icona decorativaFrancesco Sorrentino
A un anno dalla morte, è stata inaugurata presso la Facoltà Cattolica di Belém, in Brasile, la Cattedra Papa Francesco…

Il “genocidio silenzioso” dei popoli incontattati

Icona decorativa16 Marzo 2026
Icona decorativaRebecca Molteni
La denuncia di Survival International: almeno la metà dei 196 popoli riconosciuti rischia di essere sterminata entro di…