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Con gli indios il Vangelo è vita

FRONTIERA OIAPOQUE
«Si erano indebitati per aiutare gli ultimi. Chi era tra noi che annunciava il Vangelo? Io o loro?»
Nei miei 45 anni di missione ho scoperto che Dio sceglie per fondamento del suo Regno gli ultimi, gli esclusi, gli invisibili, gli inutili. Se vogliamo stare con Dio dobbiamo cercarlo tra di loro. «La pietra che i construttori hanno scartato è diventata la pietra angolare» (1Pd 2,7). Questa è una realtà che ho vissuto a contatto con i popoli nativi del Brasile. Il popolo karipuna, in particolare, ha sofferto a lungo per lo sfruttamento da parte di commercianti che, oltre a frodarli, diffondevano alcolici e approfittavano delle ragazze indie. Per questo sono nate delle cooperative che hanno lottato contro la presenza di questi sfruttatori. Gli indios hanno ripreso a comprare quello che non producevano, vendendo farina. Qualche tempo fa, arrivai in un villaggio karipuna poco dopo Natale; visitai una di queste cooperative e notai che la maggior parte degli indios comprava a credito. Nel pomeriggio andai al fiume con il coordinatore del culto domenicale. A un certo punto lui mi disse: «Vuoi sapere perché tutti abbiamo debiti con la cooperativa? È colpa del Natale!». Fui sorpreso. E chiesi spiegazioni. «A dicembre – mi disse – abbiamo celebrato la nascita di Gesù. Quella notte ci siamo chiesti: “Gesù è nato nel nostro villaggio?”. Qualcuno ha detto: “Tra noi ci sono vedove, invalidi, ammalati, che non potranno piantare il campo di mandioca. Fino a che tutti non avranno il loro campo di mandioca, Gesù non è nato, perché ci saranno persone che vivono nel bisogno”. Decidemmo allora che i primi campi a essere piantati sarebbero stati per queste persone. E tutti avremmo lavorato gratis. Così è stato. Solo adesso possiamo lavorare per noi, vendere la farina e pagare i debiti». Immaginate come mi sono sentito. Chi era tra noi che annunciava il Vangelo? Io o loro? Mi sono sentito piccolo e felice. Ho cantato il Magnificat che vedevo realizzarsi e ho ringraziato Dio per il privilegio che mi aveva dato di poter stare insieme ai protagonisti del suo Regno.

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