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Icona decorativaIcona decorativa27 Aprile 2021 Redazione

Vaccino anti-Covid: i 12 Paesi dove non c’è ancora

Mentre il 47% delle dosi di vaccino anti-coronavirus è stato somministrato nei Paesi ad alto reddito, in quelli più poveri appena lo 0.2%. E tra le nazioni dove non è ancora arrivata alcuna dose, sette sono in Africa
  Più di un miliardo di dosi di vaccini contro il coronavirus sono state somministrate in tutto il mondo, meno di cinque mesi dopo l’inizio dei primi programmi di immunizzazione di massa. A riportarlo è l’agenzia Afp. Almeno 1.002.938.540 dosi sono state somministrate in 207 Paesi e territori. Più della metà, il 58%, è stato dato a tre Paesi: gli Stati Uniti con 225,6 milioni di dosi, la Cina con 216,1 milioni di dosi e l’India con 138,4 milioni. Tuttavia, in termini di proporzione della popolazione che è stata vaccinata, Israele è in testa, con quasi sei israeliani su dieci completamente vaccinati. Seguono gli Emirati Arabi Uniti, dove più del 51% della popolazione ha ricevuto almeno un’iniezione, la Gran Bretagna con il 49%, gli Stati Uniti con il 42%, il Cile con il 41%, il Bahrain con il 38% e l’Uruguay con il 32%. Nell’UE, 128 milioni di dosi sono state somministrate al 21% della popolazione. Malta è in testa con il 47% della popolazione vaccinata e l’Ungheria con il 37%. In Germania, solo il 22,6% della popolazione è stata vaccinata, il 22,3% in Spagna, il 20,5% in Francia e il 19,9% in Italia. In tutto il mondo, il numero di dosi di vaccino somministrate è raddoppiato in meno di un mese, mentre i programmi di vaccinazione prendono velocità. Ma se la maggior parte dei Paesi poveri ha iniziato a vaccinare, l’inoculazione è ancora in gran parte un privilegio dei Paesi ad alto reddito che hanno somministrato il 47% delle dosi di vaccino pur ospitando solamente il 16% della popolazione mondiale. Nei Paesi a più basso reddito sono state somministrate solo lo 0,2% delle dosi. E 12 devono ancora iniziare del tutto la vaccinazione: sette in Africa (Tanzania, Madagascar, Burkina Faso, Ciad, Burundi, Repubblica Centrafricana ed Eritrea); tre in Oceania (Vanuatu, Samoa e Kiribati); uno in Asia (Corea del Nord); e uno nei Caraibi (Haiti). Ma qual è l’andamento dell’epidemia in questi 12 Paesi? Il New York Times monitora globalmente l’andamento dei nuovi casi e ha inserito Burundi, Eritrea e Ciad tra i Paesi in cui i nuovi casi sono bassi ma in aumento, con una media giornaliera di meno di quattro nuovi casi per 100.000 persone nell’ultima settimana. Madagascar, Burkina Faso e Haiti, rientrano nella categoria in cui i nuovi casi restano bassi e non si registrano aumenti. Nella Repubblica Centrafricana sono stati registrati 6.224 casi totali, mentre in Tanzania 509. Nelle isole di Vanuatu, Samoa si registrano rispettivamente quattro e tre casi totali. Ancora nessuno a Kiribati. A preoccupare è il continente africano – che conta stati densamente popolati – dove un improvviso aumento dei contagi potrebbe portare fuori controllo la diffusione del virus. Inoltre, particolare è la situazione di Haiti e della Corea del Nord: nel Paese caraibico – il più povero delle Americhe – gli scontri tra l’opposizione e il presidente Moise seminano ancora caos e violenza. Quanto invece a Pyongyang se il governo di Kim Jong Un continua a non confermare alcun caso di coronavirus rimangono seri dubbi sulla reale situazione della pandemia nel Paese.

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