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Stendi la mano!

È il gesto di chi, afflitto dalla disabilità, chiede aiuto. Ma è anche quello che fanno ogni giorno le Missionarie dell’Immacolata nel Centro di riabilitazione di Djalingo

«Stendi la mano», ordinò Gesù all’uomo dall’arto inaridito. «Ed egli la stese, ed essa fu restituita integra, come l’altra». Gesù ha curato molti da malattie fisiche e spirituali. Le sue parole erano più che semplici comandi, erano un programma di vita per ridonare speranza, conforto e guarigione ai sofferenti, agli emarginati, ai disperati e agli umiliati. La sua compassione ha restituito dignità, coraggio e forza, ha consentito alle persone di superare le proprie avversità e di compiere coraggiosi passi avanti.

I pregiudizi sulle disabilità fisiche hanno un impatto profondo anche qui a Djalingo, nel Nord del Camerun, dove da molti anni siamo presenti noi Missionarie dell’Immacolata. I superstiziosi collegano la disabilità alla stregoneria e, di conseguenza, i bambini vengono stigmatizzati e trascurati. Le famiglie li abbandonano, negando loro persino i diritti fondamentali, e non vengono incontro ai bisogni di base. Soprattutto, però, a causa della loro fiducia profondamente radicata nei guaritori tradizionali, spesso non fanno ricorso tempestivamente a un intervento medico efficace, che fornirebbe le cure e il sostegno necessari.

Per contrastare questi problemi, il Centro di riabilitazione Giuseppina Rodolfi, aperto nel 1997, cerca di coltivare la speranza e di offrire un cambiamento verso un destino migliore. Al Centro continuiamo a incoraggiare le persone che sperimentano queste limitazioni affinché le accettino e le guidiamo, se necessario, verso modalità di trattamento adeguate. Il modo in cui sensibilizziamo la famiglia o la comunità sulle modalità di cura diventa centrale per raggiungere la nostra missione: curare, sostenere e aiutare la persona favorendo un atteggiamento di inclusione. Sottolineiamo come l’alimentazione, l’igiene personale, l’educazione e le cure mediche permettano di avere una vita migliore. Tuttavia, il problema non riguarda solo la salute fisica, ma anche le attività che queste persone potrebbero svolgere, ma che spesso vengono loro negate in modo discriminatorio a causa della loro disabilità.

Noi però non ci arrendiamo. In viaggio alla ricerca della speranza – a maggior ragione in questo anno giubilare – ci impegniamo a promuovere cambiamenti permanenti nella vita delle persone con disabilità fisiche. Il nostro lavoro è incentrato innanzitutto sull’istruzione e sullo sviluppo di competenze che permettano loro di vivere con dignità e indipendenza. Offria­mo, in particolare, formazione professionale sui temi della riabilitazione funzionale per aiutarle a diventare più mobili e autonome. Prepa­riamo e forniamo protesi e attrezzature su misura e promuoviamo progetti di auto-sostentamento per garantire l’indipendenza economica a lungo termine. Effettuiamo controlli regolari per monitorare i progressi e le sfide, e offriamo consulenza alle persone e alle loro famiglie per infondere loro fiducia in se stesse e nell’amore e nella provvidenza di Dio.

Attraverso la sensibilizzazione della comunità, inoltre, cerchiamo di ridurre le pratiche culturali dannose e le idee sbagliate sulla disabilità. Difendiamo le persone che ne sono affette, promuovendo le capacità e le potenzialità che possiedono. L’obiettivo è incoraggiare amici e vicini a mostrare solidarietà e a rivolgersi a loro con gentilezza. Nello stesso tempo, proviamo anche a coinvolgere le autorità pubbliche e varie organizzazioni per ottenere un impatto più forte.

Molte volte il governo locale si congratula con noi, ammettendo che sono le nostre mani e i nostri cuori a realizzare un lavoro che normalmente dovrebbe rientrare nei suoi compiti. Con valori come la compassione, la gentilezza, l’ascolto attivo e il lavoro di squadra, ogni giorno facciamo un passo in più in questo viaggio di speranza. Mano nella mano con i disabili, insieme costruiamo il loro futuro, trasmettendo competenze e autostima, donando loro la fiducia necessaria per affrontare le sfide della vita e per proseguire con dignità e coraggio.

Fortunatamente, in questi anni abbiamo visto tante vite trasformate e tante speranze rinnovate. In questo, ci sentiamo anche noi “pellegrine della speranza”, specialmente in questo anno giubilare. Un passo dopo l’altro, siamo determinate, nella nostra missione, a costruire un mondo in cui ogni persona, a prescindere dalle difficoltà fisiche, possa vivere una vita indipendente e dignitosa e godersi appieno l’esistenza insieme a tutti i propri cari.

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